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PROLOGO: coro di uomini, coro di donne



CAPOCORO DONNA: Di quale natura sono fatti gli umani? A volte simili agli dèi, capaci di assoluto, altre volte capaci di annientare, di distruggere, di divorare, pronti a uccidere o a morire per la conquista di città, di ricchezze o di un trono. Per Creonte è venuto il tempo di cederlo, il trono. I figli di Edipo, Eteocle e Polinice, fratelli, hanno trovato l’accordo: regneranno alternativamente, anno su anno. Al re Creonte non resta che lasciare Tebe. Ma girano nella reggia strane voci, che il re abbia consultato Tiresia per vedere come evitare l’inevitabile e poter continuare a regnare. Temo per Tebe e la sua gente, per le donne, da sempre soggette ai destini degli uomini.



CORO DI UOMINI: Il mostro che abita la rupe assolata di Tebe
e agli umani consegna gli enigmi fatali e impedisce il cammino,
Sfinge, furia di Era,
punisce la città degli amori innaturali di Laio
mentre, nate dal sangue di Urano evirato,
le Erinni, volano veloci verso la gente cadmea,
i cui figli, nati dai denti del drago di Ares,
si uccisero in lotta fratricida insensata
impregnando di sangue la terra......


e volano, le vendicatrici,
sulle teste dei figli di Edipo fuggiasco,
da incolpevole colpa il destino segnato.


Cadmo compì il sacrilegio di uccidere il drago,
custode della fonte di Ares,
chiamando Ares, il furente,
a spedire i suoi figli su Tebe:
Discordia, Paura, Terrore,
Eris, Dèimo e Fobo.
CAPOCORO DONNA: Questo ci è dato conoscere: a Edipo Creonte aveva ceduto il trono dopo che Edipo aveva liberato la città dalla Sfinge, il mostro inviato da Era, irata con Laio, il lestofante, preso da amanti bambini. Laio, ucciso al crocicchio sulla strada per Delfi, da uno straniero, per una disputa su chi avesse dovuto cedere il passo; Laio che lasciava vedova a Tebe, sotto tutela del fratello Creonte, Giocasta, ancor giovane sposa. E Giocasta regina, dopo la morte di Laio, assegnata dal fratello Creonte a chi avesse sconfitto la Sfinge. Ecco il tranello del fato teso alla stirpe di Cadmo e alla casa di Laio: così si compiva la maledizione del sangue.



CORO UOMINI: Sangue che chiede altro sangue
se la stirpe maledetta di Laio corrompe la città,
se Tebe, nata dalla guerra e dal sangue,
dalla guerra e dal sangue avrà segnato il destino.
Edipo attuò la scelleratezza:
ora egli vaga cieco e ramingo lontano da tutti
e mostri guerrieri si aggirano oltre le mura
e chiedono sangue.


CAPOCORO DONNA: Edipo aveva maledetto i suoi figli, aveva maledetto la città, gli occhi s’era levato per non vedere più la luce del giorno quando aveva scoperto d’essere figlio di Laio, e di averlo ucciso, e di avere poi sposato Giocasta, la sposa di Laio, la propria madre. Cosa si può attendere una città maledetta? Ed ora i suoi figli sono i figli della maledizione paterna.